Va pensiero...

Scritto da  Domenica, 09 Ottobre 2011 08:56
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Come pensieri ombre silvane
attraversano i nostri silenzi

 Il pensiero è amico del silenzio.

Quand’ero in collegio detestavo la campanella del silenzio. Dopo quel suono noi ragazzi si restava muti per ore, soli con le nostre riflessioni, con i nostri pensieri. In seguito ho capito il senso di quei silenzi e ho apprezzato quella campanella.

Il coro del Nabucco è bello, soave e maestoso. Quel pensiero è dolce e carezzevole e ricopre come una coperta soffice, i clivi e i colli: volesse il cielo che i pensieri fossero tutti così!

Ci sono altri tipi di pensiero.

Noi tutti, oggi, nel comune parlare ci esprimiamo secondo il pensiero greco: soggetto, predicato e complemento. Questo tipo di pensiero si chiama lineare ed è composto di una sequenza logica di ragionamento teorizzata da Aristotele con il cosiddetto sillogismo. Secondo questo modo di ragionare ogni affermazione può essere vera o falsa. Già Epimenide (VI secolo a.C.) però, scoprì che non su tutte le affermazioni si può decidere sulla loro verità o sulla loro falsità. Un giorno disse: “si sa che tutti i cretesi sono bugiardi, io sono un cretese e posso affermare che è proprio così: tutti i cretesi sono bugiardi”. Quest’affermazione è vera o è falsa?

Lo psicologo Edward De Bono ha scritto un libro dal titolo: Parallel Thinking (Pensiero parallelo) nel quale consiglia di accettare tutte le affermazioni senza scartarne alcuna a priori e, in sede di analisi, portarle tutte avanti in parallelo. Anzi, quelle più bizzarre e paradossali sono le benvenute perché è proprio da esse che può sorgere una soluzione creativa per il futuro. Parallel Thinking  è stato tradotto anche con l’espressione Pensiero laterale.

Per capire, tuttavia, i sistemi complessi occorre dotarsi, di un altro tipo di pensiero: il cosiddetto “Pensiero circolare”. Questo perché tali sistemi sono caratterizzati da numerosi circoli di retroazione. Il che significa che l’output di una variabile torna indietro per divenire input della stessa variabile, formando così un circolo. La conseguenza di tutto ciò è che, quando si esamina un sistema, salvo il caso della situazione iniziale, è difficile distinguere la causa dall’effetto perché questo diventa, a sua volta, causa.

Siccome noi siamo sistemi, viviamo di sistemi e tutto ciò che ci circonda, è fatto di sistemi, nei ragionamenti, il “Pensiero circolare” è l’unico che riesce a cogliere la realtà di questo mondo e perciò dovrebbe, assurgere a pensiero dominante.

Penso che occorra fare formazione a tutti i livelli per diffondere questo nuovo modo di pensare.

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