Siamo vincoli o sparpagliati?

Scritto da  Domenica, 20 Novembre 2011 10:21
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Neanche l’eco errante

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E’ quanto si chiedeva Pappagone, un personaggio televisivo degli anni ’60, interpretato da Peppino De Filippo.

La domanda è famosa, ma di risposte non mi pare che ve ne siano state.

Forse perché la risposta è superflua. E’ la domanda che è pregna di significato. Ha lo scopo di indurre a riflessioni sullo stato della nostra società.

Gli elementi “sparpagliati”, se hanno caratteristiche simili, sono degli insiemi. Possiedono il massimo grado di libertà.

Se invece questi elementi allacciano relazioni tra loro per realizzare un fine, allora si vincolano. Se si vincolano, non sono più liberi come prima giacché devono sottoporre il loro comportamento a una disciplina.

In altre parole si trasformano in un sistema.

Se gli elementi sono tanti, le relazioni sono molte e intrecciate tra loro, allora il sistema è complesso.

Perché esistono i sistemi?

Nei sistemi, come afferma Edgar Morin, il tutto è più della somma delle parti.

La differenza tra il tutto e la somma delle parti si chiama “emergenza”.

Essere “vincoli”, cioè uniti, realizza dunque un’utilità, un surplus che gli elementi “sparpagliati” non riuscirebbero a produrre.

Naturalmente gli elementi del sistema devono tenere un comportamento coerente con il raggiungimento dell’obiettivo.

Nei sistemi sociali per esempio, è evidente che le persone non possono fare quello che vogliono, ma devono osservare regole di comportamento consone alla convivenza: cioè sono soggette a vincoli.

Nelle organizzazioni aziendali per esempio, ogni elemento deve svolgere il suo ruolo in base all’organigramma e al mansionario.

Insomma far parte di un sistema significa rinunciare a certe libertà al fine di realizzare quell’utilità, quel di più che si chiama “emergenza”.

Le emergenze non sono solo quelle del sistema, ma anche quelle dei singoli elementi quando questi agiscono nel sistema. Per esempio un responsabile di una certa funzione aziendale, per il fatto di far parte del sistema e di lavorare in azienda accresce e consolida le sue competenze e quindi nel tempo acquisisce un valore più grande.

Studiare un sistema complesso significa:

  1. Individuare le emergenze, cioè quello che il sistema fa, ma i suoi elementi, presi isolatamente, non riescono a fare (emergenze del sistema);
  2. Individuare quello che i singoli elementi, quando sono immessi nel sistema, fanno, ma che presi isolatamente, fuori dal sistema, non riescono a fare (emergenze degli elementi)

L’emergenza potrebbe anche essere negativa.

Ciò avviene quando la somma delle parti è maggiore del tutto.

In questo caso il sistema non assolve più il suo compito, non è creativo ma distruttivo e perciò non ha più ragione di esistere.

“Siamo vincoli o sparpagliati?”

Neanche l’eco errante ti risponde

in quella terra brulla senza sol

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