Non stracciatevi le vesti

Scritto da  Domenica, 18 Marzo 2012 10:18
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Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti
dicendo: Egli ha bestemmiato

(Matteo 26,65)

 

Siamo uomini o bestie?

Siamo uomini o caporali?

Siamo maschi o femmine?

Tutti conoscono il significato della congiunzione “o” (in inglese or) che presuppone l’esistenza di due classi (o insiemi) distinte.

Ebbene nei sistemi complessi questa logica dell’Or molte volte non vale e perciò nelle premesse interrogazioni si dovrebbe sostituire “o” con “e”, cioè adottare la logica And.

Non stracciatevi le vesti: questa non è una bestemmia. Se ritenete che lo sia, allora vi consiglio di non leggere quest’articolo perché, a furia di stracciarvi le vesti, vi ritroverete nudi.

Il più delle volte chi si scandalizza non contribuisce al progresso.

Che succede in questo pazzo mondo? I telegiornali e i giornali diffondono fatti che ritengono rilevanti e che avvengono ogni giorno in questa nostra società: se ne sentono e leggono di tutti i colori. Molti di essi ci lasciano esterrefatti e ci si chiede come sia possibile che possano accadere cose del genere.

Si cerca di collocare gli eventi in un quadro, secondo uno schema logico, un insieme di regole che si sono formate negli anni per spiegarci le ragioni di certe stranezze e di alcuni fenomeni inconsueti.

Immancabilmente però avvengono cose che non riusciamo a collocare nei nostri schemi. Perciò diciamo che non quadrano.

Quale comportamento possiamo tenere di fronte a casi del genere? Li ignoriamo del tutto, considerandoli casi anomali, disturbi, rumori e perciò rinunciamo a inquadrarli oppure modifichiamo i nostri schemi mentali per poterli in qualche modo catalogare?

Su questa seconda strada incontriamo subito il principio logico della non contraddizione, il cosiddetto “tertium non datur” sul quale è fondato il Pensiero lineare greco del sillogismo, già messo in crisi dal cretese Epimenide (VI secolo a.C.) col cosiddetto Paradosso del mentitore.

Alla fine dell’ottocento (1899) il filosofo Bertrand Russell studiando le classi (o insiemi) scoprì che non sempre si può decidere se un’affermazione è vera o è falsa perché potrebbe essere vera e falsa nello stesso tempo (qui “nello stesso tempo” è solo un modo di dire perché la dimensione tempo è estranea a questa logica).

Il problema è conosciuto come antinomia di Russell.

E allora “tertium non datur”? Cioè logica Or oppure logica And?

Anche la Fuzzy logic o logica sfumata, si muove nel solco della logica And perché permette ai sistemi di funzionare con dati qualitativi lacunosi o imprecisi: dove si trova un elemento? Nell’insieme o fuori? Sul limite, sull’orlo, sul confine?

A proposito del confine dei sistemi il filosofo della complessità Edgar Morin afferma: “il confine diventa allo stesso tempo ciò che separa e ciò che connette, ciò che autorizza e ciò che proibisce il passaggio, ciò che apre e ciò che chiude”.

Nel pensiero lineare una porta o è aperta o è chiusa, nel pensiero sistemico il sistema è contemporaneamente aperto e chiuso. Logica And.

Gli elementi del sistema svolgono azioni di reciproco accomodamento e di reciproca rivalità sia tra essi, che tra essi e l’ambiente in cui sono immersi.

Co-evolvono tutti: essi e l’ambiente. Logica And.

Edward De Bono, nel suo libro Parallel think (Pensiero laterale) raccomanda di non scartare a priori nessuna ipotesi, per quanto paradossale e bizzarra possa apparire, perché spesso è tra queste che si nasconde la soluzione geniale di un problema. Logica And.

Sempre per bocca di Edgar Morin giunge l’invito a superare la falsa dicotomia tra sapere scientifico e sapere umanistico: non esiste una contrapposizione tra l’uno e l’altro, non esiste una gerarchia dei saperi. La cultura del fare ha la stessa dignità di quella del pensare. Cultura dell’And.

Queste culture sono intimamente interconnesse e concorrono a realizzare straordinarie scoperte riguardanti le grandi domande esistenziali sul chi siamo e dove andiamo. Cultura dell’And.

Pensiero multidisciplinare dunque. Molteplicità dei punti di vista. Pluralità di saperi interconnessi. Reti. Internet. Cultura dell’And.

Il sapere assoluto non esiste più.

Nella teoria del caos, che ha grande importanza nell’ambito dei sistemi complessi, coesiste l’ordine con il disordine. C’è un ordine nel caos. C’è una forma geometrica nascosta che si manifesta negli stiramenti e nelle piegature degli attrattori strani. Logica And.

La teoria del caos e la scienza della complessità impiegate in medicina hanno condotto a una grande scoperta: gli esseri umani sono complessi e caotici quando sono sani, sono invece linearmente ordinati quando sono malati.

Nei sistemi biologici non esiste una gerarchia. Questi sistemi si auto-organizzano.

E nei sistemi sociali esiste l’auto-organizzazione? E di che tipo è: top-down o bottom-up? Sul punto gli studiosi hanno fatto indagini statistiche e ciò che si è rivelato interessante è la tendenza nel tempo. L’approccio bottom-up guadagna continuamente spazio nei confronti dell’altro, e ciò rende i sistemi organizzativi più flessibili ed efficienti. Logica And.

Vi siete scandalizzati? Non vi preoccupate, cercate invece di vivere bene perché:

La nostra vita passerà come traccia di nube,
sparirà come nebbia cacciata dai raggi del sole.

(Sapienza 2, 4)

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