Un mondo pieno di meraviglie

Scritto da  Giovedì, 26 Aprile 2012 11:30
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Alice rise: "è inutile che ci provi, non si può credere a una cosa impossibile."
"Oserei dire che non ti sei allenata molto” ribattè la Regina.
"Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno.
A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione"

(Lewis Carroll)
dal libro "Alice nel paese delle meraviglie” 

 

I sistemi che conosciamo sono sistemi aperti o sistemi chiusi?

La scienza classica considera solo sistemi chiusi e pertanto esclude ogni rapporto tra sistema e ambiente.

La nuova scienza della complessità postula invece la necessità assoluta di un sistema di interagire con l’ambiente in cui si trova se vuole, mediante l’auto-organizzazione, sopravvivere.

Gli organismi viventi interagendo con il loro ambiente non solo possono meglio adattarsi a esso, ma possono addirittura modificare l’ambiente in cui vivono affinché questo si adatti alle loro esigenze: si parla in questo caso di co-evoluzione cioè di evoluzione comune del sistema e del suo ambiente.

Sulla co-evoluzione si basa il principio ologrammatico.

La parola ologramma è formata dal termine greco holos (tutto) e dal termine gramma(trasferimento) . Trattasi perciò del trasferimento del tutto nella parte e della parte nel tutto.

Un esempio di questo principio sono le cellule staminali: esse sono le parti contenute nel tutto (il corpo), ma contengono tutte le informazioni per ricostruire il corpo.

Un altro esempio sono i frattali. Leggo da Wikipedia: un frattale è un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero che non cambia aspetto anche se visto con una lente d'ingrandimento. Questa caratteristica è spesso chiamata auto similarità. Il termine frattale venne coniato nel 1975 da Benoît Maldelbrot, e deriva dal latino fractus (rotto, spezzato), così come il termine frazione; infatti le immagini frattali sono considerate dalla matematica oggetti di dimensione frazionaria.

L’auto similarità altro non è che il principio ologrammatico riferito alla forma, il quale implica l’esistenza di una struttura all’interno di una struttura che si ripete per ricorsione.

Il fatto poi che da regole semplici si giunga, sempre per ricorsione, a strutture complesse e bellissime riconduce al principio dell’auto-organizzazione, già trattato in altro mio articolo (Il miracolo del CAS).

Il mondo dei sistemi complessi è pieno di meraviglie, non vi pare?

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