Sistema complesso

La farfalla e il ciclone

Scritto da Venerdì, 31 Agosto 2012 13:23

Un giorno un uomo pensando alla sua amata le scrisse questi versi:

Sei farfalla che in un battito si desta

e nel mio cuore è già tempesta.

Lui non lo sapeva, ma aveva creato una nuova scienza.

(De Toni, Comello, Ioan)

dal libro "Auto-organizzazioni” 

Un mondo pieno di meraviglie

Scritto da Giovedì, 26 Aprile 2012 11:30

Alice rise: "è inutile che ci provi, non si può credere a una cosa impossibile."
"Oserei dire che non ti sei allenata molto” ribattè la Regina.
"Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno.
A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione"

(Lewis Carroll)
dal libro "Alice nel paese delle meraviglie” 

 

I sistemi che conosciamo sono sistemi aperti o sistemi chiusi?

Non stracciatevi le vesti

Scritto da Domenica, 18 Marzo 2012 10:18

Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti
dicendo: Egli ha bestemmiato

(Matteo 26,65)

 

Siamo uomini o bestie?

Siamo uomini o caporali?

Siamo maschi o femmine?

I nuovi cavalieri dell’Apocalisse

Scritto da Mercoledì, 22 Febbraio 2012 12:59

Non gettate le perle ai porci
perché non le calpestino e poi si voltino per sbranarvi.

(Matteo 7, 6)

Ignoranza, arroganza, tracotanza, protervia.

La storia evolutiva dell’uomo non gli ha consentito la formazione di una struttura mentale idonea alla comprensione dei sistemi complessi.

Il miracolo del CAS

Scritto da Domenica, 29 Gennaio 2012 10:07

Mi sento fradicio di magia
 (Paolo Conte)

Fuochi d’artificio frantumano il cielo,
 squassano la notte.
Ora, frammenti incombusti di stelle
 cospargono il campo.
Potrebbero sprigionare fiammelle,
qualche momento d’effimera felicità.

Il tempo è fatto per passare.
 Ed è passato.

E ora sono solo
 in una strada piena di vento
e la vita non ha un senso.

La gente non apprezza

quello che non capisce

La frase in corsivo credo che sia di Eulero, ma non ne sono sicuro.

Capire o non capire, questo è il problema.

Siamo vincoli o sparpagliati?

Scritto da Domenica, 20 Novembre 2011 10:21

Neanche l’eco errante

ti risponde

E’ quanto si chiedeva Pappagone, un personaggio televisivo degli anni ’60, interpretato da Peppino De Filippo.

Je n’ai pas le temps…

(Evariste Galois)

Oggi parlerò dei ritardi.

“Nun te reggae più”

Scritto da Sabato, 22 Ottobre 2011 07:45

 Discorso elementare su struttura, sovrastruttura e infrastruttura 

 

Anche tu sei collina e sentiero di sassi

(C. Pavese)

Dimensione tempo

Scritto da Domenica, 16 Ottobre 2011 15:02

Come fantasmi nuvole rade rincorrono il nulla.

Stormi d’uccelli trasvolano il giorno.

 

Va pensiero...

Scritto da Domenica, 09 Ottobre 2011 08:56

Come pensieri ombre silvane
attraversano i nostri silenzi

 Il pensiero è amico del silenzio.

Quand’ero in collegio detestavo la campanella del silenzio. Dopo quel suono noi ragazzi si restava muti per ore, soli con le nostre riflessioni, con i nostri pensieri. In seguito ho capito il senso di quei silenzi e ho apprezzato quella campanella.

La ricerca del nesso

Scritto da Domenica, 02 Ottobre 2011 17:28

L’importanza del Detective

 La parola nesso non ha nulla a che vedere col centauro Nesso, che rapì la seconda moglie di Eracle, Deianira, e di cui c’è pure un monumento in Piazza della Signoria a Firenze.

Essa è semplicemente il participio passato del verbo latino “nèctere” che vuol dire “legare insieme”.

Il sistema contabile - concepts

Scritto da Lunedì, 19 Settembre 2011 08:36

L’importanza di Socrate

Nel corso della nostra esistenza abbiamo a che fare con svariati e numerosissimi oggetti.

Per orientarci nell’universo degli oggetti li abbiamo divisi in classi (o insiemi).

A cavallo del mostro

Scritto da Domenica, 11 Settembre 2011 15:51

S’è fatto tardi, ma non è mai troppo tardi.

La parola ”mostro” (dal latino monstrum) indica, un prodigio, un segno divino, e deriva da monere: avvisare, ammonire.

Il mostro è l'apparire, il manifestarsi, il mostrarsi improvviso di qualcosa di straordinario, di divino, che è un ammonimento e un avvertimento per l'uomo. Il presagio suscita un senso di meraviglia e di stupore e può essere gaio o funesto, generando perciò conforto o spavento.